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Volando sulle Onde della Vita

Salve ragazzi, dopo circa 15 giorni di pausa, periodo in cui ho cercato di recuperare le forze fisiche e mentali cercando di metabolizzare questo lungo viaggio, sono di nuovo qui, per raccontarvi e condividere con voi, le considerazioni effettuate.

Sono molto felice di essere riuscita a concludere il tour, molti non credevano che ci sarei riuscita, la consideravano una follia e sono ben lieta di averli delusi. Quando cuore e testa vivono all’unisono sono veramente rari i traguardi irraggiungibili. La costanza, la determinazione, la passione e l’amore per se stessi e per il prossimo danno all’essere umano una forza inaspettata che nulla ha a che vedere con la forza fisica, è qualcosa di trascendentale, di invisibile, ma c’è ed è la marcia in più che ti permette di andare avanti nei momenti più difficili.

La vita per me va vissuta a pieno, attimo per attimo, nonostante i momenti di difficoltà in cui si è travolti dall’oscurità, quando ti sembra di non avere la forza di cercare uno spiraglio di luce, direi che sono questi i momenti più significativi della vita stessa, perché quando si tocca il fondo non resta altro che risalire, a meno che non si decida di scavare ulteriormente, ma io preferisco risalire a nuova luce ed a nuova vita.

Vivere con il diabete mellito di tipo 1, non è semplice e non è indolore, le difficoltà sono molteplici: dal destabilizzante impatto psicologico, alle continue somministrazioni di insulina che siano effettuate con terapia multiniettiva o con microinfusore, ai continui controlli glicemici perché senza quel numero che esce sul display non possiamo impostare la terapia, alle rinunce alimentari che a volte si fanno, agli alti e bassi della glicemia che ci fanno impazzire e che spesso fanno scaturire degli sbalzi d’umore che non tutti sono in grado di comprendere, ai momenti di rabbia e di sconforto che ci assalgono in alcune giornate particolari dove ci si chiede “perché a me!”, “non ce la faccio più!”.

Le difficoltà sono molte, ma io ho imparato a reagire come sicuramente fanno molti diabetici, perché noi non siamo il nostro diabete, perché non è lui a dover gestire noi ma siamo noi a dover utilizzare tutte le nozioni e gli strumenti che la scienza ci fornisce per vivere al meglio delle nostre potenzialità.

Sono fermamente convita che i bambini diabetici siano più forti dei loro coetanei, perché sono abituati a cadere ed ha rialzarsi più in fretta degli altri, perché le difficoltà insegnano tanto e fortificano non poco l’animo umano.

Mai rinunciare ai propri sogni, neanche quando gli altri cercano di dissuaderti, i sogni sono qualcosa di strettamente personale che nessuno potrà mai portarci via, neanche il diabete, bisogna solo crederci fermamente e lottare per raggiungerli. Il mio tour è nato così , era un sogno che ai più sembrava impossibile, ho faticato molto per concretizzarlo, ma non ho mai dubitato sulla fattività della cosa.

Ad ogni difficoltà che si presentava sbraitavo, mi innervosivo, ma poi mi fermavo a riflettere per trovare una soluzione, perché c’è sempre una soluzione, nulla accade per caso, magari si scelgono le strade sbagliate per raggiungere l’obbiettivo, ma il destino raddrizza sempre la rotta mettendoci su una strada differente, magari più lunga, sta poi a noi avere la capacità di cogliere in maniera positiva la cosa.

Ora vi lascio, ringraziando di cuore tutte le persone che si sono adoperate per la buona riuscita delle singole tappe, un grazie particolare a Marco Sist grande preparatore atletico ed al Dott. Alessio Franco dietista number one, un ulteriore ringraziamento agli sponsor Laika Caravan, Lilly, Cea Construction srl, Aquarius, Tirrenia, Celadrin, MentaRossa Idee in Movimento, Fimco Sport, Planet Studio Wellness, Palaia Human Care, Ethic Sport, Garmin,  Croce Rossa Italiana, ROI e Capitaneria di Porto.

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monica

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07 set, 2015

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