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Prima tappa andata – Gallipoli 28 Giugno 2015

Buongiorno ragazzi, dopo una nottata di riposo, sono qui a condividere con voi, le emozioni della prima tappa a Gallipoli.

Sabato sera, il Comune di Gallipoli ha fortemente voluto un momento scientifico che si è tenuto presso la rotonda di Lido San Giovanni, uno degli stabilimenti balneari storici di questa città, dalla terrazza sul mare del lido, ho potuto scorgere un panorama mozzafiato che veniva arricchito ancor di più dai colori aranciati del tramonto. La discussione scientifica verteva sull’argomento diabete e sport, dopo i saluti istituzionali del sindaco F. Errico e dell’assessore allo sport G.Fiore,  è stato spiegato ai presenti cos’è il diabete e quali sono i suoi sintomi dalla Dott.ssa Giuliana Cardinale, successivamente il Dott. Giuseppe Palaia ha parlato dell’importante correlazione fra diabete e sport ed alla fine ho concluso io spiegando ai bambini e ragazzi diabetici presenti, che bisogna sempre credere nei propri sogni e non è di certo il diabete ad impedirci di realizzarli.

Domenica 28 Giugno 2015, mi sveglio presto con i miei genitori, assunti oramai come autista del camper (papà) e come assistente personale (mamma), per raggiungere nuovamente Gallipoli dove effettuerò la mia prima traversata.

L’agitazione e l’emozione sono palpabili, mi dico “dai Monica oramai ci sei”, cerco di respirare profondamente e salgo sul camper, durante il tragitto di circa un ora e venti, decido di gonfiare i palloncini che voglio regalare in ogni tappa ai bambini diabetici e non, è il mio modo per regalargli un sorriso, del resto alle volte non ci si rende conto che per i bambini basta veramente poco per essere felici.

La mamma mi aiuta con i palloncini, perché non vuole che sprechi fiato prima della traversata, “cuore di mamma”.

Arriviamo nel parcheggio antistante il Lido San Giovanni dove è prevista la partenza della traversata con arrivo alla spiaggia della Purità presente nel centro storico di Gallipoli. Scendendo dal camper mi rendo conto che c’è un po’ di vento, aspetto i ragazzi della Snalsea nuoto che mi accompagneranno nella traversata, l’osteopata inviatomi dal ROI per questa tappa Marco Petracca, i sommozzatori dell’associazione Paolo Pinto, la Protezione Civile e la Croce Rossa, arriva anche mio fratello con la sua famiglia, i miei nipoti sono eccitati, io nella confusione del momento cerco di fare un po’ di mente locale, tutta quella gente era li per me, per supportarmi, per affiancarmi, per farmi sentire la propria vicinanza. Mi reco in spiaggia per vedere il punto di partenza, c’è vento la corrente marina per il tratto di mare che dobbiamo percorrere è contraria e questo vuol dire fare il doppio dello sforzo, allungare il tragitto, comincio ad agitarmi, qualcuno mi suggerisce di fare la traversata nel senso contrario così da avere quantomeno le correnti marine a favore.

Penso alla gente che deve venire ad assistere, ho subito detto “E come li avvisiamo?” Ero preoccupata per loro, parlando con la proprietaria dello stabilimento balneare la Sig.ra Teresa, anche lei mi ha detto “Monica è meglio che tu inverta la rotta ed arrivi qui”, guardo l’orologio erano le 10:00 ora in cui sarei dovuta partire, ed invece ero ancora indecisa sul dafarsi, parlando con il gruppo Kayak Club di Gallipoli che mi dovevano scortare in acqua indicandomi il tragitto da seguire e con i ragazzi della Snalsea nuoto, si decide di partire dal Canneto e di arrivare a Lido S.Giovanni invertendo quindi la rotta, i Kayak e gli altri nuotatori partono per raggiungere il nuovo punto di partenza, nel frattempo stavano arrivando le associazioni con i ragazzi diabetici e le loro famiglie ed i pediatri, qualcuno spiega loro che c’è stato un cambio di programma.

Io decido di raggiungere gli altri al Canneto sulla barca dei sommozzatori per far prima, vado nel camper per indossare il costume da gara, che a causa dell’agitazione non vuol salire su, so che essendo molto stretto (caratteristica dei costumi da gara) non riuscirò mai ad indossarlo se non mi do una calmata, respiro profondamente e mi dedico con calma al costume, faccio le mie integrazioni alimentari, misuro la glicemia 180 buon valore per partire, ed insieme a mio fratello Enzo e all’osteopata saliamo sulla barca che ci porterà al Canneto.

Arrivati li, noto una cosa strana, c’è una statua della Madonna in acqua, qualcuno mi spiega che stanno facendo delle prove per una processione che si terrà il prossimo 2 Luglio, penso che forse è un segno del destino, forse Dio mi vuol dire di star serena che è accanto a me anche questa volta.

Infilo cuffia ed occhialini, attendo che i ragazzi della Snalsea entrino in acqua e che i Kayak  si posizionino, ecco il tuffo, ci siamo, ora tocca a me!

Nuoto senza sollevare mai la testa dall’acqua se non per respirare, accanto a me c’è Ivan Marrocco presidente della Snalsea, sull’altro lato c’è un altro dei suoi ragazzi e dietro seguono gli altri, a destra ed a sinistra ci sono i kayak che creano un corridoio entro il quale sto nuotando, bracciata dopo bracciata mi sento circondata da tanto amore e tanti nuovi e vecchi amici, la mia battaglia può essere la battaglia di tutti, condividerla penso possa arricchire chiunque.

Scorgo ogni tanto mentre respiro, il gommone della Protezione Civile, so che i referenti del 118 che sono li non mi scrollano mai gli occhi di dosso, non so come ma percepisco i loro sguardi attenti, vogliono essere pronti in caso di bisogno.

Dal lato opposto ci sono i sommozzatori insieme a mio fratello ed a Marco Petracca, su quell’imbarcazione c’è un po’ più di apprensione, mio fratello mi ha raccontato un aneddoto carino, pare che abbia dovuto tranquillizzare uno dei presenti che era in apprensione per un mio eventuale malessere, dicendogli “stai tranquillo, è mia sorella la conosco bene, se si sente male me ne accorgerei prima di te e poi ti posso assicurare che arriverebbe da sola alla barca d’appoggio per farsi soccorrere”, mi fa piacere che mio fratello mi reputi una persona responsabile ed in grado di autogestirsi.

Bracciata dopo bracciata arriviamo a Lido San Giovanni, sono stanca ma felice, guardo il mio orologio con gps e vedo che abbiamo percorso 2,53 km in 46’43” non male direi, la prima è andata, i ragazzi del 118 mi fanno salire sul loro gommone per controllare subito la glicemia avevo 200, tenendo conto che ero partita con 180 è evidente che non ha subito variazioni, faccio 1 unità di insulina e scendo dal gommone, vengo travolta dai presenti, vedo la gioia e la soddisfazione nei loro occhi, faccio una serie indefinita di foto con chi me lo chiede, sono confusa ma felice, l’adrenalina comincia a calare e la stanchezza si fa sentire.

Il Comune ha organizzato un piccolo buffet per festeggiare il mio arrivo, mi donano una targa, poi c’è la sorpresa organizzata dall’associazione Apds di Casarano e dalla Dott.ssa Cardinale, una torta con l’immagine del mio delfino con le ali, chiedo ai miei genitori dove sono i palloncini gonfiati ad elio, perché mi sarebbe piaciuto farli volare in aria insieme ai bambini, ma pare che la cosa fosse già stata fatta dai bambini stessi, quindi va bene così!

Tante emozioni nella mia amata Puglia, ora aspettiamo Termoli…..

 

 

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monica

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29 giu, 2015

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