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Come si fa ad essere felici nonostante la sofferenza

Prendo spunto da una delle domande che mi son state poste la scorsa settimana dai ragazzi del Liceo Monticelli di Brindisi “Come si fa ad essere felici nonostante la sofferenza?”.

Domanda emblematica, per la quale mi son presa qualche secondo prima di rispondere, se si soffre come si fa ad essere felici considerando che la sofferenza è agli antipodi della felicità?

Nella mia esperienza di vita ho imparato che felicità e sofferenza sono due entità differenti e l’una non esclude l’altra, l’uomo cerca di sfuggire ragionevolmente alla sofferenza ma non sempre è possibile. La sofferenza può scaturire da una molteplicità di fattori, problemi familiari, con gli amici, con il partner, problemi lavorativi, di salute ecc. ecc..

Quando si soffre si vede tutto nero, si tende a sviluppare pensieri negativi, si pensa di essere sfortunati e che a  causa di questa sfortuna e sofferenza non si avrà  mai la felicità, è come se vivessimo in una stanza buia dalla quale non è possibile scorgere neanche uno spiraglio di luce.

Ma la luce c’è, è dentro di noi, quando si soffre si può essere felici? Io dico SI, si può essere felici, perchè la felicità ha un entità propria che non è per alcun motivo collegata alla sofferenza.

Qualcuno mi chiede per cosa si può essere felici se tu stai male e stai soffrendo, io dico che: “si può essere felici per le piccole cose che accadono ogni giorno, io sono felice perchè mi sento amata dalla mia famiglia, dagli amici, dal mio ragazzo, sono felice per i colori che ci regala la natura, per un allenamento andato bene, per una nuova conoscenza fatta, per un sorriso o una pacca sulla spalla che mi son stati regalati,  sono felice ad ogni risveglio perchè mi dico che ho un altra giornata a disposizione per vivere”.

Quando il diabete generosamente mi regala le fatidiche giornate “NO” con glicemie che salgono e scendono senza una logica ben definita, che interferiscono inesorabilmente con i miei stati danimo portandomi dritta dritta in un vortice di negatività che ti chiude nella stanza buia, dove tutto ciò che succede sembra colorarsi di nero, io cerco di prendermi un pò di tempo, respiro profondamente, magari verso qualche lascrima liberatoria e penso a qualcosa di positivo che quella giornata o le giornate precedenti mi hanno regalato.

Una volta trovato un piccolo evento positivo, che può essere anche una semplice frase ascoltata che mi ha fatto sorridere, mi concentro su quello e dalla stanza buia comincia a trapelare la luce, ed aspetto pazientemente che il mondo che mi circonda riprenda i suoi colori.

I momenti difficili fanno parte della vita di ogni essere umano, ma insieme a loro c’è anche la felicità, sono le due facce di una stessa medaglia, quindi bisogna accoglierle entrambe, apprezzando la bellezza del passare periodicamente da una visione della vita in bianco e nero ad una a colori.

Buona vita ragazzi!

 

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monica

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27 apr, 2016

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